RUGGERI, L’ATTORE IDEALE DI PIRANDELLO

È il rapporto artistico tra Ruggero Ruggeri e Luigi Pirandello ad aprire il programma delle manifestazioni 2026/2027 della Fondazione Teatro della Fortuna, presieduta da Stefano Mirisola, con il vicepresidente dott. Claudio Giardini. L'incontro si è svolto nel pomeriggio del 27 ottobre a Palazzo Bracci-Pagani, nella casa natale del celebre attore fanese, con una conferenza del professor Alessandro Tinterri, direttore del Museo Biblioteca dell'Attore di Genova, che ha approfondito il legame tra due protagonisti del teatro italiano.
A presentare l'iniziativa è stato Giovanni Maria Briganti, co-direttore della manifestazione insieme al professor Massimo Puliani, che dal 2021 ha contribuito a rigenerare un progetto culturale storico per Fano, avviato negli anni Sessanta con figure come Guido Fabbri, Franco Battistelli e Alberto Berardi.
«Ruggeri è pre-Pirandello»: è questa una delle definizioni più significative emerse nel corso della conferenza, con cui Tinterri ha restituito la profonda collaborazione tra l'attore fanese e il drammaturgo siciliano.
Proprio la voce di Ruggeri, bassa, flautata e inconfondibile, si inseriva in una concezione della recitazione moderna e antiretorica, fondata sulla sottrazione e lontana dalla declamazione enfatica e dalla ricerca dell'effetto drammatico. Tanto che lo stesso Pirandello riconosceva in lui un interprete ideale per le sue piecés: «Ruggeri capisce».
Tinterri ha ricondotto le peculiarità vocali di Ruggeri anche all'influenza di D'Annunzio, che nel 1904 gli fornì indicazioni per interpretare Aligi ne La figlia di Iorio, contribuendo alla maturazione di uno stile più naturale e lontano dalla declamazione tradizionale.
Una ricerca della naturalezza che accomuna Ruggeri a Eleonora Duse, alla quale il relatore ha accostato un episodio emblematico: al ritorno sulle scene dopo oltre dieci anni di assenza, in La donna del mare al Teatro Manzoni di Milano, l'attrice avrebbe evitato ogni ingresso da diva, limitandosi a tracciare con un ombrellino segni sulla sabbia immaginaria del palcoscenico.
Dalla sottrazione del gesto alle innovazioni della messinscena, Tinterri ha poi ripercorso la fortuna di Sei personaggi in cerca d'autore, soffermandosi sulla regia parigina di Georges Pitoëff, che introdusse l'ingresso dei personaggi attraverso un montacarichi, accentuandone la dimensione quasi metafisica.
Il discorso prosegue verso la nascita del Teatro d'Arte di Pirandello, fondato nel 1924 e inaugurato a Roma nell'aprile del 1925, ripercorrendone le sperimentazioni e le difficoltà economiche che ne accompagnarono l'attività.
Ampio spazio è stato dedicato anche ai materiali visivi, con la presentazione dei bozzetti scenografici di Giorgio de Chirico e delle caricature realizzate dallo stesso Ruggeri, testimonianze della sua poliedricità artistica. Il relatore ha mostrato in particolare bozzetti e caricature delle sorelle Gramatica, celebri attrici del teatro italiano, contribuendo a documentare le personalità degli interpreti e la vivacità delle compagnie teatrali con cui Ruggeri collaborò.
Anche la stagione di prosa del Teatro della Fortuna di Fano si è aperta con l'omaggio a Pirandello: Uno, nessuno e centomila, è stato interpretato da Enrico Lo Verso (adattamento e regia di Alessandra Pizzi), al quale è stata consegnata un targa ruggeriana.
