LA VOCE DI WALDEN NEL BOSCO DEL BEATO SANTE

01.08.2026

GIUSEPPE ESPOSTO e ULYANA SKOROPYLAS fanno risuonare il bosco con "Walden, vita nei boschi" tratto dall'opera di Henry David Thoreau, appuntamento della seconda edizione de Il Bosco Risonante – Gli Incontri.

Dopo una passeggiata tra i sentieri del bosco, il pubblico ha assistito alla lettura scenica di Giuseppe Esposto, accompagnata dal violoncello di Ulyana Skoroplyas e introdotta da Roberto Mancini. Un incontro in cui teatro, musica e natura trovano un punto d'incontro, offrendo al pubblico l'occasione di riflettere sull'essenzialità della vita e sul rapporto tra l'uomo e il mondo naturale.

Straordinaria l'interpretazione di Giuseppe Esposto, capace di dare voce al testo alternando momenti di intima delicatezza ad altri di intenso trasporto, come se le parole di Thoreau gli appartenessero profondamente, vissute in prima persona e restituite con autentica partecipazione.

L'accompagnamento al violoncello di Ulyana Skoroplyas con le note de Il lamento di Didone è capace di evocare quella sottile e costante nostalgia che nasce da un'esperienza di vita nella natura, dove l'apparente silenzio del bosco diventa occasione di riconciliazione con sé stessi.

La voce dell'attore restituisce con grande efficacia questo sentimento: fin dalle prime parole affiora come un'eco lontana che si intreccia alle note del violoncello e attraversa l'intera lettura.

Questa nostalgia si alterna ai passaggi di riflessione esistenziale e filosofica che percorrono il testo. Mentre le immagini dell'aurora, della rugiada che al mattino si posa sui davanzali delle finestre e dei piccoli dettagli del paesaggio vibrano come animate da una forza evocativa che guida lo spettatore verso un ascolto profondo, quasi meditativo.

Emerge una relazione costante tra le profondità della terra e le altezze del cielo, tra i fondali sabbiosi dei fiumi e la limpidezza dell'acqua che scorre. Gli elementi naturali si trasformano così nel luogo del passaggio interiore, il vero spazio in cui si compie l'esperienza del protagonista.

È proprio in questa duplice tensione tra visibile e invisibile che trova pieno significato l'affermazione di Thoreau: «Se vi piantate ben davanti alla realtà vedrete il sole albeggiare su ambedue le sue superfici».

Un vissuto che, attraverso l'interpretazione dell'attore, si riversa su chi ascolta, coinvolgendolo in modo profondo e quasi inconsapevole.

Il vento, la rugiada, i fiumi, il lago: le immagini evocate investono il pubblico come presenze vive. È come se la voce che le anima possedesse una forza quasi teurgica, capace di incarnare i simboli del testo e di renderli veri di fronte agli occhi dello spettatore.

È proprio questa la forza espressiva di Giuseppe Esposto: «scolpire e dipingere l'atmosfera che viviamo», come scrive Thoreau. Riuscire a rendere percepibile ciò che normalmente sfugge ai sensi. Condurre il pubblico verso uno stato di sospensione dell'io, in cui il pensiero si acquieta e si lascia trasportare dal flusso della sua voce, fino a raggiungere un silenzio fecondo, popolato di immagini vive e pulsanti.

Tra i passaggi più suggestivi emerge quello dedicato alla pernice. L'occhio dell'animale diventa una gemma preziosa, forse più antica del cielo stesso. «I boschi non producono un'altra simile gemma», scrive Thoreau, eppure quella stessa creatura viene uccisa con indifferenza dal cacciatore. In queste poche immagini convivono il mistero della natura e la fragilità della vita.

Altrettanto affascinante è la riflessione sul bosco come luogo cangiante, che muta con il succedersi delle stagioni. E quando la neve cancella i sentieri il rischio di perdersi è quasi inevitabile. Laddove non ci sono più certezze e comodità non resta che perdersi nella contemplazione e nell'abbandono. Un abbandono delle abitudini e perfino del lavoro, per riscoprire un modo diverso di abitare il tempo e lo spazio.

Lo spettacolo si chiude con una delle pagine più celebri di Walden, quella dei "castelli in aria": «Se avete costruito castelli in aria, il vostro lavoro non deve andare perduto: è quello il luogo dove devono essere. Ora però il vostro compito è un altro: costruire a quei castelli le fondamenta».

Un invito che, nell'interpretazione di Giuseppe Esposto e nelle note di Ulyana Skoroplyas, assume il valore di un'esortazione concreta: la sincerità di un ideale non risiede nel restare sospeso nell'aria, ma nel trovare il coraggio di prendere forma, di radicarsi nella terra e nella vita.

di Valentina Meloni


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